Lopes Salvatore 1771-1837
**Lopes Salvatore, il capostipite**
Lo definisco capostipite perché è il primo del quale ho informazioni certe. Il padre si chiamava Matteo e la madre Anna; della madre ho solo il nome, anche se ho delle indicazioni che spero di confermare.
È difficile scegliere come pubblicare la storia della propria famiglia. La tentazione è di parlare di tutti: avi diretti, prozii, parenti acquisiti, ma diventa un’impresa titanica. Pertanto, ho scelto di parlare dei rami diretti, con accenni ai figli e dedicando qualche pagina a coloro che ritengo interessanti.
Per avere un’idea, nel mio albero genealogico, gestito su MyHeritage, ci sono circa 4.600 persone. Anche togliendo i collaterali e i loro parenti, rimarrebbero circa 1.000 persone alle quali sono legato per parentela. E non è un record: ho incontrato appassionati che arrivano a 20.000. Gestire da solo un sito con qualche migliaio di pagine per un hobby è un’impresa titanica. Sembra che tra i miei antenati ci sia una propensione alla vita di coppia, con innumerevoli matrimoni multipli dal lato paterno. Provate a immaginare come questo albero si srotoli a dismisura, anche per vari matrimoni tra consanguinei.
È per questo che penso che Salvatore non fosse figlio unico, ma non trovando suoi fratelli, ho la convinzione, come ho già scritto nella presentazione, che provenisse da altre località.
Per me la genealogia è un hobby, una passione, non una disciplina scientifica. Mi aiuta a staccare la spina dalla quotidianità e a ricamare un po’. Certo, non arrivo a forzare attribuendo la parentela ai casati nobili o a vicende storiche, ma mi piace fantasticare. Allora lo immagino alto, forte ed empatico, tanto da intessere relazioni che porteranno a quegli intrecci di parentele tra Napoli e Palermo. Così, Rosa doveva essere una bella donna, forte e indipendente, in grado anche lei di spostarsi autonomamente, tornare a Palermo per sottoscrivere gli atti notarili di consenso ai matrimoni dei figli, tornare dal marito e, sempre a Napoli, partorire il figlio Giuseppe. Allora, con l’aiuto dell’AI, ho trasformato in immagini la mia fantasia.
È probabile che Salvatore avesse una propensione a spostarsi e viaggiare; contrariamente a un pensiero comune, la mobilità nel ‘700 e ‘800 era presente. Salvatore vive facendo la spola tra Palermo e Napoli, a volte con sé figli e nipoti. A Napoli ha abitato nei locali della Trinità degli Spagnoli, quartiere San Ferdinando, e vicolo Betlemme, quartiere limitrofo di Chiaia.
È credibile che lavorasse a Napoli dove, tra la fine del ‘700 e i primi dell’800, i Borbone avevano avviato i restauri di alcuni beni, tra cui la Santissima Trinità degli Spagnoli. Lui avrebbe avuto la possibilità di prestare lì la sua opera, con il supporto di figli e nipoti. Questo fatto è uno dei tasselli che mi portano a capire come nacquero i legami della Famiglia Lopes con famiglie campane: nelle zone limitrofe si trovavano installazioni militari, alloggi e, a poca distanza, il Porto. Lì prestavano servizio gli Apuzzo, i Campajola e i Procida, che ritroveremo a Palermo o sposati con palermitani/e. Mia nonna, Piatti, discendente degli Apuzzo, sposerà mio nonno, del quale sono omonimo.
Salvatore dovrebbe essere nato intorno al 1770/1775. L’età in cui ci si sposava era tra i 20 e i 25 anni, e lui si sposò il 18 luglio 1796 con Rosa Todaro nella Cattedrale di Palermo (Cattedrale della Santa Vergine Maria Assunta), come risulta dall’atto di matrimonio della Chiesa. Nell’atto di morte del 30 giugno 1837 viene dichiarata l’età approssimativa di 66 anni. Occorre specificare che gli atti di matrimonio parrocchiali non contenevano le cosiddette generalità, e che le dichiarazioni di morte, anche con l’istituzione dello Stato Civile, venivano fatte normalmente da conoscenti, a volte da qualche parente, e spesso dichiaravano un’età molto approssimativa e informazioni imprecise. Pare non badassero tanto all’età: ho atti di nascita dove il padre dichiarava la propria età e quella della moglie in maniera fantasiosa. Ad esempio, alla nascita del primo figlio diceva di avere 26 anni, a quella del secondo 25, eppure erano trascorsi uno o due anni. Così spesso è un’impresa stabilire l’età effettiva, se mancano i certificati di nascita o battesimo.
Salvatore, figlio di Matteo e Anna, e Rosa Todaro, di Salvatore e Anna Maggio, si sposano e, secondo la tradizione, questi nomi si ripetono per alcune generazioni.
Salvatore è scalpellino del marmo e lavoratore di pietre dure, così come saranno molti dei figli e dei nipoti. In molti documenti è appellato “Maestro” e sa scrivere, un po’ stentatamente, ma sa scrivere. Rosa appartiene anche lei a una famiglia di lavoratori del marmo e vivono nel quartiere dedicato alla professione, descritto come “la strada che va da Porta Nuova a Porta d’Ossuna”.
Rosa, in alcuni atti Rosalia, muore il 29 ottobre 1852, all'età di circa settantasei anni*.
(* la ricerca è costanza, metodo e fortuna. Da anni cercavo la data di morte di Rosa, oggi, 16 marzo 2025, sfogliando i registri degli atti di morte, trovo il suo. Segnata come Tordaro)
Dalla coppia nascono otto figli:
-Anna Maria Teresa Emmanuela Francesca (sposata con Felice Prester) 1797 – 1837. Anna muore per colera.
-Matteo Salvatore Martino Giuseppe (sposato con Carmela Trubea-Concetta La Ferla) 1800 – 1841, pietrista. La moglie Carmela era figlia di un Barendiere in servizio nel Quartiere di San Giacomo, la cittadella militare, lì fu battezzata nella Cappella dedicata a Santa Maria Maddalena.
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-Francesco Salvatore Giuseppe Pietro Lopes (sposato con Silvia Ribaudo-Maria Teresa Favarotta) 1803 – 1864, lavorante di agate. La coppia ha avuto otto figli, i maschi seguono la professione del padre e del nonno, soltanto uno, Domenico sarà mosaicista, così come lo era mio nonno, anche lui Domenico.
-Pietro Matteo Onofrio Salvatore (sposato con Teresa Torregrossa-Marianna D’Arca) 1807 – 1873, pietrista. Pietro e Teresa sono i miei trisavoli.
-Angela Lopes (nubile) 1809 – 1869
-Giuseppe Luigi Salvatore Onofrio Lopes (sposato con M.Teresa Masullo-Rosa Maria Longo-Anna Ribaudo) 1811 – 1884, lavoratore di pietre dure. Questo prozio è uno dei tanti legami con la Campania, infatti Teresa era nativa di Napoli e lì si sposarono, nella Parrocchia di San Giuseppe a Chiaia. Con la prima moglie ebbe sette figli, due nati Napoli, gli altri a Palermo. Gli ultimi tre morirono tra ottobre e novembre 1853, nel giro di pochi giorni e in tenera età, ne deduco che la causa sia stata l’inizio di un’altra epidemia di colera che scoppierà nel 1854. Gli atti non riportano la causa di morte.
A sessantasei anni sposò la nipote della cognata, moglie del fratello Francesco.
La figlia, Luisa, sposerà in seconde nozze un certo Pietro Sofia, figlio di Orazio, nativi di Valledolmo. Padre e figlio sono citati tra i soldati che parteciparono alle battaglie per l’unità. Il padre nel 3° Reggimento bersaglieri, il figlio nel 12° Reggimento Fanteria.
Un nipote, Francesco, risulterà disperso in Russia durante la Seconda Guerra Mondiale.
-Vincenzo Giuseppe Salvatore Lopes (sposato con M.Carolina Scalia) 1814-1845. La coppia ebbe quattro figli.
-Rosalia Concetta Lopes (sposata con Pietro Mazzè) 1820 – 1854. La coppia ebbe una sola figlia. Pietro e Rosalia erano cugini.
Due cose mi colpiscono: al secondo maschio viene dato il nome Salvatore, padre di Rosa, come primo nome, ma nell’atto di battesimo si evidenzia “Francesco” che sarà quello usato. Questo nome poi viene ripetuto per tutti i figli maschi. Inoltre, l’intervallo tra i figli potrebbe essere dovuto alla lontananza del marito o ad altri figli nati a Napoli, nei cui registri la ricerca è più difficoltosa. Io ho documenti di otto figli, ma nel certificato di morte si dice che lascia nove figli. Errore o mia mancanza?
Contesto Storico Salvatore Lopes è nato intorno al 1771, un periodo che vide l'Europa nelle fasi finali dell'Illuminismo. Quest'epoca enfatizzava la ragione, la scienza e lo scambio intellettuale, sfidando le dottrine tradizionali e i dogmi. L'Italia, frammentata in vari stati, sperimentò un afflusso di queste idee progressiste, sebbene spesso incontrassero resistenza da elementi conservatori all'interno della società. Quando Salvatore sposò Rosa Todaro il 18 luglio 1796, l'Europa era avvolta dalle Guerre Napoleoniche (1803- 1815). Le campagne di Napoleone portarono a significativi cambiamenti politici in tutto il continente, inclusa la creazione temporanea della Repubblica Partenopea a Napoli nel 1799, che cadde poco dopo. Il Regno di Sicilia rimase sotto controllo borbonico, in gran parte grazie al sostegno navale britannico, preservando la sua autonomia dall'influenza napoleonica al momento del loro matrimonio. Come operaio della pietra dura, Salvatore Lopes apparteneva alla classe artigiana, un gruppo le cui fonti di sostentamento erano sempre più influenzate dalle prime fasi dell'industrializzazione che si diffondeva in Europa. Cambiamenti economici come l'introduzione di nuove macchine e metodi di produzione iniziarono ad alterare mestieri e commerci tradizionali. Salvatore trascorse i suoi ultimi anni a Napoli, parte del Regno delle Due Sicilie, che era stato stabilito dopo il Congresso di Vienna nel 1815. Questo periodo fu segnato dal restauro delle monarchie e dalla riconfigurazione dei confini europei. Nei decenni successivi al Congresso, ci fu un fermento in Italia che portò al Risorgimento, il movimento per l'unificazione italiana, che prese slancio dopo la morte di Salvatore. Salvatore Lopes è deceduto il 30 giugno 1837 a Napoli. La sua vita attraversò un periodo trasformativo nella storia europea caratterizzato da rivoluzione, guerra e ridefinizione delle nazioni. Mentre l'impatto di questi eventi sulla vita personale di Salvatore non è documentato, le correnti storiche più ampie avrebbero influenzato il mondo che lui e la sua famiglia conoscevano. La sua scomparsa avvenne poco prima dei grandi sommovimenti delle Rivoluzioni del 1848, che avrebbero ulteriormente aperto la strada all'eventuale unificazione dell'Italia.



**Pietro Lopes (1807-1873)**
In una Palermo del XIX secolo, tra vicoli e piazze cariche di storia, nacque Pietro Lopes il 17 aprile 1807. Figlio di Salvatore Lopes e Rosa Todaro, la sua vita fu un intreccio di amore, perdita, e resilienza. Il suo battesimo nella Chiesa di Santa Maria di Monserrato segnò l’inizio di un'esistenza che avrebbe attraversato momenti storici di straordinaria importanza. (La Chiesa di Santa Maria di Monserrato, costruita nel 1500, è comunemente chiamata dai palermitani "Chiesa delle Croci" per la sua ubicazione in via delle Croci. Questa parrocchia ha un significato speciale per me, poiché lì si sono sposati i miei genitori e siamo stati battezzati i figli.)
La famiglia abitava “fuori Porta Nuova”, in via D’Ossuna, fino al 1837, anno della morte della prima moglie di Pietro. Successivamente si trasferirono in piazza Marina nel 1841 e in via Santa Rosalia nel 1857. Pietro, come suo padre e alcuni fratelli, visse per alcuni periodi a Napoli.
Il 24 dicembre 1827, Pietro sposò Maria Teresa Torregrossa, figlia di Salvatore (cuciniere) e Lorenza Riina. Maria Teresa nacque a Palermo il 9 marzo 1808 e risiedeva nel cortile di San Nicolò all’Albergheria e battezzata nell'omonima parrocchia. La coppia andò a vivere lì e vi nacquero tutti i loro figli e molti nipoti.
La coppia ebbe tre figli:
1. **Salvatore** (1829-), pietrista, sposò Filippa Stassi, Rosalia Salamone e Maruzza Viola. Con la prima moglie ebbe due figli, sei con la seconda, due con la terza.
2. **Francesco** (1831-1899), mio bisnonno, scultore, sposò Caterina Di Pietro. Ebbero dodici figli.
3. **Rosa** (1835-1836).
Maria Teresa morì il 26 dicembre 1837, probabilmente a causa del colera. Un anno dopo, il 30 luglio 1838, Pietro sposò Maria Anna D’Arca, nata il 26 marzo 1815 da Salvatore e Concetta Lo Verde. Pietro aveva trentuno anni e Maria Anna ventitré.
Dal secondo matrimonio nacquero nove figli:
1. **Angelo** (1839-), falegname, sposò Ignazia Genova. La coppia ebbe dieci figli.
2. **Rosa** (1841-1842).
3. **Giuseppa** (1842-), sposò Giuseppe Sorrentino. Ebbero cinque figli, di cui purtroppo quattro morirono in tenerissima età.
4. **Giuseppe** (1845-1861).
5. **Antonina** (1847-), sposò il cugino Salvatore D’Arca. Ebbero quattro figli.
6. **Tommaso** (1850-), falegname, sposò Concetta Genova, sorella di Ignazia, moglie di suo fratello Angelo 😊. Successivamente sposò in seconde nozze la cugina Teresa D’Arca, sorella di Salvatore D’Arca 😊. Alla morte di Teresa sposò Tommasa La Vardera. Ebbe cinque figli dal secondo matrimonio e quattro dal terzo.
7. **Salvatore** (1853-), marittimo, sposò Stefana Cannizzaro ed ebbero otto figli.
8. **Vincenzo** (1855-), sposò Maria Rizzo ed ebbero tre figli.
9. **Diego** (1859-1930).
Pietro morì il 29 luglio 1873 all’età di settantuno anni. Marianna D’Arca morì il 9 maggio 1894 all’età di settantanove anni. Questo è uno dei momenti in cui l’albero genealogico si espande in maniera esponenziale.
## **Riferimento Storico**
Durante la prima metà del XIX secolo, l'Italia era un mosaico di stati e regni dominati da potenze straniere come l'Impero Austriaco, il Regno di Napoli e la Francia. Questo periodo vide l'ascesa del movimento risorgimentale, volto a unificare la penisola italiana sotto un'unica bandiera.
Nel corso della sua vita, Pietro vide l'inizio del processo di unificazione, culminato nel 1861 con la proclamazione del Regno d'Italia. Questo periodo fu caratterizzato da conflitti armati, rivolte e significativi cambiamenti politici e sociali.
Pietro visse per alcuni periodi a Napoli, una delle città più importanti del Regno delle Due Sicilie. La mobilità tra città era comune per gli artigiani in cerca di lavoro e opportunità migliori. Napoli, con la sua ricca storia e cultura, offriva numerose occasioni professionali e sociali.
**L'epidemia di colera**
L'epidemia di colera ebbe un profondo impatto sull'Italia, in particolare durante il XIX secolo:
- **Alti tassi di mortalità**: Il colera causò numerosi decessi, con diverse grandi epidemie verificatesi tra il 1835 e il 1893. La malattia si diffuse rapidamente a causa delle scarse condizioni igieniche e dei sistemi idrici inadeguati.
- **Crisi della salute pubblica**: L'epidemia evidenziò lo stato disastroso delle infrastrutture sanitarie pubbliche in Italia. Molti comuni non disponevano di sistemi fognari, latrine e acqua potabile.
- **Interruzione economica**: Le frequenti epidemie interruppero la vita quotidiana e le attività economiche. I mercati, il commercio e il lavoro furono colpiti in modo significativo quando le persone si ammalavano o morivano.
- **Disordini sociali**: La paura e il panico spesso portavano a disordini sociali. In alcuni casi, ci furono rivolte e proteste contro le autorità, accusate di non fare abbastanza per prevenire la diffusione della malattia.
1. **Regno di Sicilia**: Quando Pietro nacque, Palermo faceva parte del Regno di Sicilia, sotto il dominio dei Borbone. Questo periodo fu caratterizzato da una relativa stabilità politica e da un'economia basata principalmente sull'agricoltura.
2. **Regno delle Due Sicilie**: Nel 1816, il Regno di Sicilia si unì al Regno di Napoli per formare il Regno delle Due Sicilie. Questo nuovo regno fu uno degli stati più importanti della penisola italiana fino alla sua dissoluzione nel 1861.
3. **Rivoluzioni del 1848**: Pietro visse durante le rivoluzioni del 1848, una serie di insurrezioni che scoppiarono in tutta Europa. In Italia, queste rivoluzioni furono parte del Risorgimento, il movimento per l'unificazione italiana.
4. **Unificazione Italiana**: Il processo di unificazione italiana culminò nel 1861 con la proclamazione del Regno d'Italia. Questo evento segnò la fine del Regno delle Due Sicilie e l'inizio di una nuova era per l'Italia.
5. **Sbarco dei Mille**: Nel 1860, Giuseppe Garibaldi guidò una spedizione di volontari, conosciuta come i Mille, per liberare il Regno delle Due Sicilie dal dominio borbonico. Questo evento fu cruciale per l'unificazione italiana.
6. **Regno d'Italia**: Pietro morì nel 1873, quando l'Italia era ormai unificata sotto il Regno d'Italia. Questo periodo fu caratterizzato da grandi cambiamenti politici, sociali ed economici.
Questi eventi storici influenzarono profondamente la vita di Pietro Lopes e della sua famiglia, segnando un'epoca di transizione e trasformazione per l'Italia. Da questo momento, per gran parte della famiglia iniziò la via dell’emigrazione, non solo per il ramo Lopes, ma per tutti e quattro i rami da cui discendo.



Francesco Lopes (1831-1899) – Il Bisnonno
**Francesco Lopes (1831-1899) - Il Custode di Una Storia di Famiglia**
Palermo, la città dai mille volti e dalle radici profonde, fu il luogo di nascita del mio bisnonno Francesco Lopes il 25 agosto 1831. Figlio di Pietro e Maria Teresa Caterina Rosaria Torregrossa, fu battezzato in Cattedrale dallo zio Giuseppe e la moglie Silivia Ribaudo. Francesco crebbe fuori Porta Nuova, centro pulsante di un’antica comunità di lavoratori del marmo e delle pietre dure. In questa zona, le mani sapienti degli artigiani creavano opere destinate a durare nei secoli, e proprio qui si trovava anche la casa della famiglia Lopes.
Verso est si stagliava il quartiere Albergheria, una zona ricca di storia e fascino, sede del mercato di Ballarò, il più antico di Palermo, nato sotto l'influenza degli Arabi. Tra vicoli stretti e profumi di spezie, questo vivace cuore commerciale rappresentava un microcosmo della città, dove si incontravano tradizioni e culture.
A sud si trovavano il quartiere militare e le estese zone agricole, fatte d i campi e agrumeti. Qui la vita rurale si intrecciava con le esigenze delle caserme e dei depositi militari. A nord invece, la Via del Cassero conduceva al porto, punto nevralgico degli scambi commerciali della città, dove merci da ogni angolo del Mediterraneo venivano caricate e scaricate.
Francesco sposò Caterina Di Pietro il 6 luglio 1856, una donna laboriosa che condivideva con il padre Domenico il lavoro presso l’Albergo delle Povere. Insieme affrontarono la vita con determinazione, crescendo dodici figli, quattro dei quali morirono in tenera età. Mentre Domenico e Giovanni rimasero a Palermo, gli altri figli emigrarono negli Stati Uniti, un passo audace che sicuramente portò a Francesco e Caterina emozioni contrastanti: dolore per la separazione e speranza per un futuro migliore.
Dopo il matrimonio, Francesco e Caterina abitarono nel quartiere Albergheria, precisamente in cortile San Nicolò, fino al 1862. Successivamente si trasferirono fuori Porta San Giorgio, porta che oggi non esiste più. Francesco era un lavoratore del marmo e delle pietre dure, il cui talento venne riconosciuto anche attraverso la fornitura di materiali per la ristrutturazione della Cappella Palatina.
La loro vita, segnata da sfide economiche e dagli stravolgimenti storici del Risorgimento, fu un riflesso della realtà palermitana dell'epoca. Le rivolte, le epidemie e l’emigrazione dei figli lasciarono un segno profondo. Giovanni, uno dei figli, perse la vita nella Prima Guerra Mondiale ed è sepolto nel Mausoleo di Verona, mentre gli altri emigrati prestarono servizio nell'esercito americano, ritornando in Europa per combattere durante la Seconda Guerra Mondiale.
Francesco morì il 28 ottobre 1899 per cardiopatia.
Caterina, vedova dal 1899, trascorse gli ultimi anni in Salita delle Scuole, in stato di indigenza. Tuttavia, il successo e la stabilità raggiunti da molti dei loro figli in America forse offrirono una qualche forma di consolazione. Caterina si spense il 23 marzo 1908 e, come Francesco, fu sepolta nel Cimitero dei Rotoli.
La storia di Francesco e Caterina è un intreccio di tradizioni, lavoro e sacrifici, una finestra sulla Palermo del XIX secolo, dove ogni angolo della città raccontava una storia. Oggi, il loro ricordo ci invita a riflettere sui sentimenti delle persone comuni, sulle speranze e sui sogni di chi ha vissuto quel periodo di grandi trasformazioni.
**Albero Genealogico dei Figli di Francesco e Caterina:**
Coniugi
Pietro Lopes (1857 – 1919) Marianna Pusateri
Domenico Lopes (1858 – 1926) Assunta Maria Lucrezia Piatti
Teresa Lopes (1860 – Deceduta
Vincenza Lopes I (1862 – 1863
Vincenza Lopes II (1864 – 1865
Giovanni Lopes (1866 – 1917 Concetta Antonazzo
Marianna Lopes (1869 – Deceduta
Salvatore Lopes (1871 – Deceduto
Concetta Lopes (1873 – 1945 Gaetano Maimone
Rosalia Lopes (1876 – 1884
Carmela Lopes (1876 – 1941 Romualdo Castagna
Giuseppe Lopes (1880 – 1883
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