Radici e storia della mia famiglia

Dal 2012, mi dedico con passione alla genealogia della mia famiglia. Quello che è iniziato come un semplice desiderio di scoprire i miei bisnonni si è trasformato in un viaggio nel tempo, ricco di scoperte sorprendenti sulla provenienza geografica dei miei antenati. Questo percorso mi ha permesso di rinfrescare le mie nozioni storiche e di comprendere meglio le variazioni delle leggi, dei regolamenti e degli usi che hanno influenzato la vita dei miei avi.
Ho intrapreso un viaggio affascinante! La genealogia è davvero un modo meraviglioso per connettersi con le proprie radici e scoprire storie dimenticate.
Attraverso questa ricerca, ho riscoperto la mia città, il suo folklore e gli angoli nascosti o scomparsi che raccontano storie dimenticate. Ogni scoperta ha aggiunto un tassello al mosaico della mia identità, rendendomi più consapevole delle mie radici e del patrimonio culturale che mi circonda.Qualche tempo fa ho fatto un percorso programmato della mia città, per vedere cose e luoghi che avevo solo “guardato”. Le strade e le abitazioni, se ancora esistenti, degli antenati, le chiese dove celebrarono i battesimi e i matrimoni. Ho subito lo strano effetto di vedere con la fantasia quelle persone muoversi, parlare, soffrire e gioire. E così nel corso Alberto Amedeo, nei tempi passati “Fuori Porta Nuova”, ho visto Salvatore che insegnava il mestiere di Marmoraro a figli e nipoti. Ho visto il trisavolo Domenico Di Pietro attraversare piazza Fieravecchia oggi piazza Rivoluzione, per imboccare via Schiavuzzo dove risiedeva con la famiglia. Nella chiesa di San Nicolò all’Albergheria c’era il fonte battesimale dove fu battezzato il nonno Domenico, dal quale ho preso il nome. E quando ho visto Francesco e Caterina, con i padrini e zii, Salvatore Lopes e Rosalia Salamone, che lo tenevano in braccio mi sono leggermente preoccupato. Veramente mi sono preoccupato ancora di più quando in Cattedrale sono andato più indietro nel tempo e ho visto i Normanni con i pesanti abiti e le spade enormi, a fianco le dame vestite elegantemente. Tutti posti che avevo frequentato tantissime volte, ma oggi mi fanno un effetto diverso.
Per dare un volto a questi personaggi mi sono fatto aiutare dall’AI e devo dire che mi diverte.
Innumerevoli familiari sono emigrati, tanti negli USA, ma anche in Francia, in Argentina e in Brasile. Ho scoperto tanti marinai che hanno girovagato a lungo. Tanti hanno vestito la divisa, non solo dell'Italia, ma dei paesi dove erano emigrati, alcuni facendosi ricordare per il sacrificio più alto. A questi marinai e soldati dedico un capitolo a sé.
Dalle pagine di genealogia ho escluso i viventi, per ovvi motivi di privacy. Ho escluso anche alcune persone, anche se decedute, per vari motivi.
In Italia, i documenti personali diventano pubblici dopo 70 anni dalla morte della persona. Questo periodo di tempo è stabilito per proteggere la privacy e i diritti delle persone e dei loro familiari.
È possibile citare persone defunte in un albero genealogico pubblico anche se sono morte meno di settanta anni fa. Tuttavia, è importante rispettare la privacy e i diritti dei familiari ancora in vita, pertanto se qualcuno ritenesse leso un diritto può contattarmi.
Potete contattarmi anche per avere o dare informazioni.

Disegno tratto dal web

San Nicolò all'Albergheria
Foto mia

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