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Famiglia Piatti

 

Il ramo dei Piatti è senza dubbio il più affascinante del mio albero genealogico. Sono riuscito a risalire a Pietro grazie agli allegati di matrimonio di un pronipote, i famosi Processetti, conosciuti e molto ricercati da chi si dedica alle ricerche genealogiche. Questi documenti sono una miniera di informazioni: cinicamente devo ammettere che diventano particolarmente utili quando, al momento del matrimonio, gli sposi sono privi dei genitori e degli avi. In quei casi, infatti, era necessario esibire gli atti di morte degli ascendenti.

 

Per esempio, ho recuperato gli atti di matrimonio di "Raffaele Maria Catello Giuseppe Francesco Camillo Vincenzo Scipione Sebastiano Piatti" con "Rosa Maria Giovanna Luigia Anna Vanacore". Raffaele, già quarantenne all’epoca, era privo del padre e fu quindi obbligato a presentare gli atti di morte del genitore e del nonno. Nell’atto di morte del nonno veniva riportata solo la paternità e la città di nascita. Raffaele è un mio pro-pro-zio, fratello di Gioacchino, mio antenato diretto. Rosa, invece, aveva appena ventidue anni, e i suoi genitori erano ancora in vita, limitando così le informazioni utili disponibili nei documenti.

 

Questi atti collocano la famiglia in una fascia sociale di benestanti funzionari del Regno. Il prozio Raffaele, ad esempio, fu nel 1831 "Ricevitore del Registro e Bollo" a Castellammare di Stabia, e successivamente, nel 1850, "impiegato civile" a Caserta. Luigi, mio antenato di quinta generazione, fu "Giudice Regno" alla fine del 1700 a Castellammare di Stabia, anche se nativo di Vico Equense. Sebastiano, mio antenato di sesta generazione, nacque e morì a Vico Equense, dove anch’egli ricoprì il ruolo di "Giudice Regno". Pietro, citato nell’atto di morte di Sebastiano, rimane una figura misteriosa, poiché non sono riuscito a trovare informazioni né sulla sua professione né sul luogo di nascita.

 

Ci ritroviamo storicamente nel periodo della dominazione spagnola, poi austriaca, e infine con la definitiva conquista da parte dei Borbone, inizialmente legati alla Spagna e in seguito autonomi. In quest’ultimo periodo, la famiglia si legò ad altre famiglie importanti di Castellammare, come gli Apuzzo (un altro ramo della mia famiglia), i Cosenza, i Campajola, i Filosa, i Mosca e i Calvanico. Tra questi vi erano marinai, soldati, uomini di cultura e un buon numero di sacerdoti. Verso la fine dell’Ottocento, la famiglia intrecciò legami con la borghesia emergente: era un periodo in cui i "nobili" cercavano le doti delle figlie dei borghesi, mentre questi ultimi ambivano a salire nella scala sociale. Tra questi spicca il mio bisnonno, al quale dedicherò un capitolo a parte.

 

Ho usato l’aggettivo "nobile" con cautela, perché mia nonna, Assunta Maria Lucrezia Piatti, sosteneva che la famiglia fosse nobile, ma secondo il suo racconto il padre aveva venduto il titolo. In tutta onestà, al momento, non ho trovato alcuna conferma documentale e temo che si tratti di una millanteria. Le famiglie Piatti nobili sono generalmente collocate nel Nord della penisola. Se vi sia un legame risalente ai tempi della dominazione spagnola, non posso dirlo con certezza. Tuttavia, nei documenti il ceto sociale dei Piatti appare sempre legato al mondo legale o alla condizione di possidenti. Che fossero benestanti non vi è dubbio. Una curiosità che mi ha colpito è la particolarità di una stessa famiglia i cui figli nascevano in domicili diversi: i mesi invernali vedevano i nascituri venire al mondo in città, mentre in estate nascevano in campagna, alla periferia di Castellammare.

La famiglia Piatti, che si stabilì in Campania tra Castellammare di Stabia, Vico Equense, Caserta e Sorrento dalla fine del 1600 alla fine del 1800, si inserisce in un contesto storico ricco di trasformazioni politiche e sociali.

 

Collocazione storica:

1. **Dominazione Spagnola (1503-1707)**: Durante questo periodo, il Regno di Napoli era sotto il controllo della Spagna. La Campania, con Napoli come centro amministrativo, era un'importante base strategica per il controllo del Mediterraneo. Le famiglie benestanti, come i Piatti, spesso ricoprivano ruoli amministrativi o legali, contribuendo alla gestione del regno.

 

2. **Dominazione Austriaca (1707-1734)**: Con la Guerra di Successione Spagnola, il Regno di Napoli passò sotto il controllo degli Asburgo. Questo periodo fu breve ma segnò un cambiamento nell'amministrazione e nella gestione del territorio.

 

3. **Dinastia Borbonica (1734-1860)**: Carlo di Borbone conquistò il Regno di Napoli nel 1734, stabilendo una dinastia indipendente. Questo fu un periodo di riforme amministrative e culturali. Le famiglie benestanti, come i Piatti, continuarono a prosperare, spesso legandosi al sistema burocratico del regno. La Campania divenne un centro di cultura e arte, con Napoli che si affermò come una delle città più importanti d'Europa.

 

4. **Unificazione Italiana (1860)**: Con l'arrivo di Giuseppe Garibaldi e l'annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d'Italia, molte famiglie nobili e benestanti dovettero adattarsi ai cambiamenti politici e sociali. Questo segnò la fine del periodo borbonico e l'inizio di una nuova era.

 

La famiglia Piatti, con il suo legame al mondo legale e amministrativo, riflette il ruolo delle élite locali in questo contesto. La loro presenza in diverse città della Campania suggerisce una rete di influenze e connessioni che li collocava tra i protagonisti della vita sociale e politica dell'epoca.

 

Origini del cognome

 

Il cognome **Piatti** ha origini che possono essere ricondotte a diverse radici geografiche e storiche. È un cognome tipicamente lombardo, diffuso principalmente nelle province di Milano, Varese, Como e Bergamo, con un possibile ceppo secondario nel torinese.

L'origine del cognome potrebbe derivare da toponimi come **Piatto**, un comune in provincia di Biella, o da altre località con nomi simili. Inoltre, il cognome è associato a famiglie di chiara nobiltà, come quella del Cardinal Flaminio Piatti (1560-1613), originario di Turbigo, in provincia di Milano.

 

Nel contesto araldico, alcune famiglie Piatti sono state riconosciute per la loro nobiltà, come quella di Bergamo, che ottenne il riconoscimento ufficiale con un decreto ministeriale nel 1927. Gli stemmi delle famiglie Piatti variano, ma spesso includono simboli come castelli o alabardieri, a testimonianza del loro prestigio e delle loro radici storiche.

 

 

 

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